Una tazza senza crepe

Dorothea Lange, Madre migrante, 1936.

Questo sito nasce dalla fusione di due spinte molto forti.

Da un lato, lo studio delle arti, passione alla quale ho dedicato e dedicherò la mia vita. Dall’altro, la mia esigenza di espressione.

Da tutta la vita studio: studio i grandi artisti, cerco di capire i grandi autori, mi immedesimo fino allo stremo nelle arti e nella riflessione che c’è dietro ad ogni singola opera. Di qui, ho cercato di fare un tentativo, magari maldestro, di produrre arte a mia volta attraverso i mezzi che ho acquisito nel corso degli anni durante i miei studi. Una arte che non sia necessaria solo ad esprimere me stessa.

Compito del narratore è di lavorare la materia in modo solido, utile e irripetibile. Significa fare sedie su cui la gente possa sedersi e tazze senza crepe. Non è tanto ormai una questione di portare consiglio, o forse nemmeno di scovare un senso della vita. È fare cose che la gente possa utilizzare. Non si può scrivere solo per esprimere se stessi.

Walter Benjamin

Mi piacerebbe definirmi un’artista, ma nel mio futuro non comparirà mai questo appellativo.

Mi accontento di dire, seppur timidamente, che produco delle forme espressive che, in qualche modo, somigliano a delle sedie dove ci si può sedere o a delle tazze senza crepe.